Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

Vai Home page   Vai al Sommario

E' un Sito sull'Oro con centinaia di pagine utili alle vostre ricerche; dispone anche di Facebook per dialogare. Posta in generale: inserite domande o argomenti vari aggiungendoli all'elenco presente nella pag. di Facebook: vi troverete in 3 giorni una mia risposta e/o commenti di terzi, oltre a potervi leggere tutte le discussioni sull'oro. Posta particolare: per dialoghi privati esclusivi (ad es. giornalisti, istituti, collaboratori del sito) scrivetemi qui.

 

Un aticolo descrittivo

 

 

Novità:  al Sito ho affiancato Facebook: lì potrete chiedere, leggere o dialogare tra di voi.

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

Sezioni principali di questo Sito:

Miniere d'Italia

La Valle d'Ayas

Giuseppe Pipino

Il deposito di oro alluvionale italiano

Italia fiumi con oro

Imparare a cercarlo

Attrezzi necessari

Pulizia dei minerali

E' oro? e tipi di oro

Le Leggi sulla ricerca

I cercatori d'oro

Storia oro Italia

I minerali in genere

Club, gare e mostre

Pagina guida per ricerche scolastiche

Oro nel mondo

I vostri racconti

Collaboratori e corrispondenti

Quella che segue è una delle tante sintesi sull'oro, in questo caso realizzata e pubblicata intorno al 1965: l'articolo è un po' "sbrigativo" sul lato minerario, ma in cambio riporta un notevole concentrato d'informazioni fisiche sul metallo in questione.       

     

     

Materiale gentilmente inviatomi dal corrispondente Gabriele Cazzulani.

 
 
 

QUEL CHE BISOGNA SAPERE SULL’ 0R0.

(di Speranza, Cavenago-Bignami)

 

ARTICOLO SULLE PROPRIETA' DELL'ORO. "Qualche notizia sull’oro? Eccomi a voi, amiche giustamente curiose! Pochi sono a conoscenza che questo affascinante metallo, conosciuto sin dai tempi preistorici, è un minerale (No, come giustamente appena detto l'oro è un metallo, non un minerale, nota diZ.G.) che si trova in natura alle stato cristallino proprio (anche, nota di Z.G.) nelle stesse forme cubiche (specie in graziosissimi ottaedri) di come si trovano i cristalli di diamante. Si direbbe che la natura abbia "costruito" sul medesimo modello il pregiato metallo che gli uomini avrebbero poi usato per imprigionarvi (incastonarvi, nota di Z.G.) anche la regina delle gemme! Le forme cristalline perfette sono rare. Più facilmente l’oro nativo ha forma di pagliuzze, sovente con aspetti arborescenti, di ciottoli informi noti con il nome di pepite, oppure di minuti grani nelle sabbie alluvionali. Una eccezionale pepita, del peso di ben 87 chilogrammi, fu trovata in Australia. Attualmente la maggior produzione di Oro é data dall’Unione Sudafricana; presso Johannesburg esiste il campo aurifero più profondo e più ricco del mondo. Abbondante oro è fornito inoltre dai giacimenti del U.R.S.S., del Canada, dell’Australia, dell’Alaska e da varie altre località; non ultimi, comunque, i famosi placers della California luogo ove si effettua il lavaggio dei detriti auriferi, che hanno dato spunto a molti affascinanti film western. L'oro, anche allo stato nativo, non è mai proprio puro in quanto vi sono sempre incorporate tracce di altri metalli, specie di argento, e viene perciò raffinato. E' il rappresentante tipo dei metalli cosiddetti nobili. Il suo punto di fusione è 1053°, vale a dire che a tale temperatura l’oro passa dallo stato solido allo stato liquido; il suo colore é un giallo caratteristico. Tra i metalli é il più duttile ed il più malleabile, e si possono ottenere foglioline di spessore lievissimo (1/8000° di mm.), al punto da lasciare passare la luce che per trasparenza appare verde. Fili sottilissimi granulati (filigrana) di peso estremamente lieve, rimangono tuttora una lavorazione esclusiva degli Etruschi, visto che i vari tentativi che ancora oggi sono in atto per ottenere tali risultati non hanno dato esito positivo; la filigrana ottenuta dai nostri più provetti maestri orafi rimane, purtroppo, una grossolana brutta imitazione della perfetta lavorazione etrusca la cui tecnica usata ci é ignota. Per la sua malleabilità l'oro non viene mai usato puro; si ottengono leghe con vari metalli, lavorabili per uso di oreficeria e gioielleria. Nell’industria orafa si indica in <carati> il titolo delle leghe di oro con argento, rame, palladio, nichel, ma in questo caso il "carato" non é un’espressione di peso, come nelle pietre preziose, bensì espressione di rapporto tra l'oro puro ed il quantitativo del metallo estraneo introdotto nella lega. L'oro puro si dice a 24 carati; quello a 18 carati, ad esempio, contiene 18 carati di oro puro e 6 di lega; quello a 20 carati contiene soltanto 4 parti di metallo estraneo di lega ecc. Lo scopo delle leghe, oltre che essere quello di rendere l'oro adatto alla lavorazione orafa, é anche quello di modificare il colore dell’oro puro in oro-rosso, oro-verde, oro-bianco, oro-giallo, oro-rosa, variando le proporzioni di rame, argento, nichel ecc. Spero che questa mia chiacchierata abbia chiarito almeno qualche idea alle nostre lettrici."

 

 

 

 

 

 

 

 

All contents copyright
© 2003--2023 VDA
All rights reserved.
No portion of this service may be reproduced in any form.

Posta in generale: inserite domande o argomenti aggiungendoli all'elenco presente nella pag. di Facebook: vi troverete in 3 giorni una mia risposta e/o commenti di terzi, oltre a potervi leggere tutte le discussioni sull'oro. Posta particolare: per dialoghi privati (giornalisti, istituti) scrivetemi qui.

Indicazioni stradali con Google

Puoi collaborare inviando materiale generico o resoconti di esperienze personali: le schede riporteranno il tuo nome  (vedi qualche esempio).

Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.