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Basilicata: una mappa indica Oro ... e potrebbe essere l'inizio d'un'avventura.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa immagine mi è stata gentilmente inviata dal sig. Fernando La Greca.

 

Particolare di mappa antica Particolare della carta BNF, Cartes et Plans, GE AA 1305-7, tratto da F. La Greca / V. Valerio, "Paesaggio antico e medioevale nelle mappe aragonesi di   Giovanni Pontano", Acciaroli (SA), 2008, pag. 90.

Durante una delle ultime giornate dello scorso anno (2011) ho ricevuto via e-mail copia di questo sicuramente interessante documento trovato dal sig. La Greca, il quale mi ha così stimolato ad avviare in qualche modo la sezione mineraria/aurifera sulla Basilicata, argomento che finora avevo lasciato in sospeso non disponendo d'alcun indizio utile al merito, anche perché si tratta di

una regione che non rientra geograficamente (ma non è la sola) né nell'ambito del deposito alluvionale italiano né in quello dei giacimenti d'ordine primario (questi ultimi si trovano sulle Alpi) e di conseguenza risulta quindi penalizzata drasticamente sulle sue possibili ricchezze d'oro in natura.

Dunque, cercando di fare un quadro della situazione dal punto di vista teorico, va detto che buona parte delle regioni italiane si trovano nella situazione di cui sopra, ma che tale contesto non garantisce di certo l'assenza dell'oro, semplicemente ne rende molto meno probabile (e diffusa) la presenza, costringendo di conseguenza gli interessati ad una tipologia di ricerca quasi sempre vasta, impegnativa e per nulla garante; tutto questo a meno che ... non si disponga già di qualche indizio storico su cartaceo che localizzi determinati anditi presso i quali convergere le proprie attenzioni ed agire, come infatti in questo intrigante caso.

La mappa qui esposta, pur non disponendo (per ora) di alcuna allegata informazione al merito, costituisce già di per sé un validissimo spunto di ricerca: eventuali interessati che abitino in zona potrebbero quindi tentare di trovare conferme o smentite sulla validità del contesto sia tramite la tradizione orale coltivata nei paesi dei paraggi (racconti tramandatici nel tempo) sia con ricerche pratiche sul posto.

La storia c'insegna infatti che ad es. anche in Toscana e Sicilia si sfruttarono nell'antichità isolati cantieri poi abbandonati non per esaurimento del metallo in questione, bensì per il mutare del suo valore nel corso dei secoli; detti cantieri ci risultano oggi poveri anche d'informazioni su cartaceo per via del fatto che catasti vari hanno spesso tenuto "in vita" solo i dati dei giacimenti minerari più significativi e se si desiderasse trovar nozioni minerarie di depositi minori occorre rivolgersi a particolari archivi ecc.

Per quanto riguarda invece le ricerche dal lato pratico, cioè la ricerca mineralogica vera e propria, occorrerebbe ovviamente per prima cosa localizzare con la massima precisione possibile l'area interessata e poi agire ad esempio come qui sotto descritto:

1) Se nei dintorni posti immediatamente più a valle del punto in questione sussistono corsi d'acqua di carattere torrentizio provare senz'altro a "saggiarli" coi metodi già suggeriti in altra pagina ponendo massima attenzione al concentrato che si ottiene.

2) Verificare accuratamente il sussistere o meno di filoni quarziferi (il quarzo è il principale minerale in cui "alloggia" l'oro) per poi agire direttamente sugli stessi con mazza e punteruolo sino a fare una stima dei minerali che contengono. Detta stima è importante perché considerando la presenza sulla mappa di una non lontana miniera di ferro, è più che possibile che in entrambe il minerale principalmente estratto fosse la Pirite: quest'ultima infatti (è un solfuro), oltre ad esser stata sfruttata già nell'antichità per ricavarne il ferro che contiene, talvolta è anche meritevolmente aurifera ed a tal proposito ricordo che se è vero che l'oro nativo vede la sua fondamentale matrice nel quarzo è altrettanto vero che la pirite (arsenopirite) è il principale minerale in cui esso si associa in forma polverulenta.  

3) Nel caso si avesse individuata traccia di un qualsiasi antico ingresso minerario, provare a raccogliere materiale e terriccio in loco per poi lavarlo nel corso d'acqua più comodo o vicino; questo metodo non è risolutivo di per sé stesso, ma talvolta con un po' di fortuna consente di capire sbrigativamente che in quel posto meriti agire,  seppure in altri modi ed in misura più significativa.

4) Su questa mappa viene riportata anche l'esistenza d'una miniera di Argento. Pur discostandoci qui dall'argomento oro, è ugualmente una situazione che andrebbe meglio definita con ricerche "sul campo" perché anche questo metallo si presenta in natura sia allo stato nativo (vedine una foto) sia all'interno dei solfuri come già detto per l'oro; nel caso dell'argento il solfuro "prediletto" è la Galena.

Nella sostanza, a livello informativo questa pagina è per ora costituita solo dalla pur pregevole mappa: vi ho aggiunto alcuni consigli che potrebbero tornare utili ad eventuali cercatori d'oro locali e, a complemento di tutto, concludo riportando qui a seguire anche parte del testo che accompagnava l'immagine. 

 

"...Qualche anno fa abbiamo pubblicato, con il collega Vladimiro Valerio, il volume "Paesaggio antico e medioevale nelle mappe aragonesi di Giovanni Pontano". Si tratta di carte esistenti nella Biblioteca nazionale di Parigi (BNF), che riteniamo copie di originali aragonesi di fine '400/inizi '500. Abbiamo pubblicato solo quelle riguardanti il Principato Citra (la provincia di Salerno) e i territori confinanti. Sono carte molto dettagliate, e riportano anche indicazioni di tipo economico. L'unica indicazione di miniere d'oro e d'argento, che fra l'altro ci ha molto sorpreso << ..... >> è collocata sul "Monte di Muro", ossia presso Muro Lucano e presso Bella, centri della attuale Basilicata. Ho provato a fare delle ricerche nei testi, ma non è emerso nulla su queste antiche miniere << ..... >>. Ho aggiunto dei riquadri rossi per evidenziare ..."

                                                                      Fernando La Greca
                                                                      Ricercatore di Storia Romana
                                                                      Dipartimento di Studi Umanistici
                                                                      Università degli Studi di Salerno

 

N.B. Se qualcuno disponesse di notizie al merito (anche minime o solo per sentito dire) e fosse così cortese da rendercene partecipi (il sig. La Greca ed il sottoscritto) può farlo contattandomi.