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E' una pagina che, per meglio orientarsi
a livello geografico, riporta sia una cartina che localizza molte città italiane del
settentrione sia uno schizzo che mostra la dislocazione territoriale del
noto deposito di oro alluvionale
riguardante il nostro Paese, cioè l'area punteggiata e che è stata da me
qui riportata e definita basandomi sulla carta aurifera del dott. Giuseppe
Pipino.
Confrontando queste immagini non sarà difficile distinguere, anche per le nostre
ricerche al lato pratico, il territorio incluso od escluso dall'oro alluvionale
che la natura ci offre. |
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Come
già descritto in altra pagina,
al termine dell'Era Glaciale tutti i ghiacci che ricoprivano le vallate
alpine si sciolsero e "rotolarono" lentamente verso valle
trascinandosi appresso, meccanicamente, varie rocce e minerali, oro
compreso; quest'ultimo, a seguito dell'azione di cui sopra si frammentò
in innumerevoli e minuti campioni che rimasero infine distribuiti nei
terreni della Pianura Padana ed aree limitrofe. Essendo l'oro
un metallo assai duttile, va da sé che più strada fece più si ridusse
ed assottigliò, e questo è il motivo per cui oggidì in alcune
zone (vedine i fiumi) lo si trova "più grosso" che in altre.
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Mi rendo conto che queste argomentazioni del tutto
abituali per un cercatore già avvezzo alla materia, possono invece per
così dire "sorprendere" un pochino ed incuriosire le persone
che mai ebbero occasione di conoscere il contesto: a questi ultimi faccio
presente, nel caso fossero interessati alla questione, che la ricerca
dell'oro che ci offre la natura costituisce a mio avviso una forma di
svago sicuramente interessante, insolita, completa (perché oltre
all'azione richiede soprattutto apprendimenti e riflessioni personali sul
come e dove agire) e gratificante. Non a caso ho dedicato al Sito
un'intera sezione rivolta a chi desideri provare questo hobby partendo
da zero. |
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