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Rio Secco una gita

 

 

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Itinerario di ricerca aurifera sul Rio Secco

 località Predosa (AL)

a cura di Giancarlo Formenti

...avendo conoscenze in loco, siamo stati avvertiti che finalmente scorreva acqua in questo torrentello che spesso ha la cattiva abitudine di farsi trovare asciutto. E' il 25 Aprile e collaborano all' "impresa": Pina, Pericle, Dino e Giordano con la ben nota rivalità che li contraddistingue e che va ben oltre il territorio nazionale, Andrea ed il sottoscritto Giancarlo. Ad osservare e farci compagnia vi sono Zaira, Elisa e Germana.

Se siete curiosi e volete fare la vostra campionatura recatevi sino all'uscita del casello autostradale di Novi Ligure, sulla Milano-Genova e da lì proseguite sulla statale per Ovada sino ad oltrepassare Predosa. Prima di arrivare allo stabilimento Saiwa, posto che ormai tutti conosciamo, incontriamo il torrente: non si può sbagliare perché, andando a velocità moderata, si nota sulla destra una piccola stazione ferroviaria in disuso che si chiama per l'appunto "Stazione di Rio Secco". Si prende l'unica strada sterrata percorribile in macchina e si passa sotto di un ponte ferroviario molto basso; si prosegue lasciandosi alle spalle l'ultima fattoria per giungere infine nelle vicinanze del torrente e posteggiare la macchina in una delle piazzoline presenti in quest'ultimo tratto della strada che si era fatta piuttosto stretta. Se invece proseguiste erroneamente oltre, finireste ad un piccolo laghetto artificiale per cui dovreste retrocedere  per un paio di centinaia di metri sino a trovar posto ove lasciare la macchina. Ora si tratta di risalire Il  Rio Secco e scegliere un posto idoneo alla ricerca: la campionatura é assicurata, ma vi ricordo di recarvi in questa località solamente dopo qualche giorno di pioggia, altrimenti rischiereste di rimanere..."all'asciutto" o di dover rinunciare all'utilizzo della canaletta per accontentarvi invece di qualche "pozzetta" d'acqua in cui utilizzare la batea.

 

Le migliori  zone di ricerca del Rio Secco dovrebbero trovarsi tutte nel suo intero sviluppo a valle della diga : con un po' di fortuna é possibile trovare scagliette, pur piccolissime, più spesse  (o anche granuli) di quelle rinvenibili in molti altri fiumi e torrenti.  (nota aggiunta di zappetta gialla)

 

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Indicazioni stradali con Google

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Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.