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Descrizione di Gita

 

 

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ITINERARIO TURISTICO e MINERALOGICO IN VALMASTALLONE "MINIERA DI GULA"

(a cura di G. DeLorenzi e U. Magnani)

 

miniera d'oro di gula schizzo degli esterni DI PROPRIETA' DE LORENZI & MAGNANI

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Ciò che ci ha mosso è stata la lettura del volumetto "Momenti dell'attività mineraria e metallurgica in Valsesia - Don Teruggi e la Miniera di GULA" scritto da Riccardo Cerri. Le vicende di questo prete-minatore (non a caso soprannominato Don Minera ) ci hanno subito contagiato e, dopo aver individuato sulla cartina geografica la località esatta dove queste si sono svolte, ci siamo organizzati per una visita sul posto.

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ITINERARIO

Presa la Milano-Torino, si esce ad Agognate e si sale in Valsesia sino ad arrivare a Varallo Sesia. Questa cittadina della provincia di Vercelli sorge a 450 m. di altitudine slm. E' molto bella e merita una visita, proprio quest'anno celebra il 500esimo della fondazione del Sacro Monte, celebre Santuario arroccato su una rupe strapiombante il paese . Qui inizia la Val Mastallone e seguendo l'unica strada si sale al paesino di Ferrera. Nel minuscolo cimitero del paese, il Cerri segnala la tomba del nostro Don Minera a cui i parrocchiani avevano posto una lapide a memoria degli enormi sforzi sostenuti per dar vita alla 'sua' miniera, ma per quanto cercata, non è stato possibile rinvenirla; riteniamo, ma é solo una nostra ipotesi, che le spoglie riesumate possano essere state deposte o nella Chiesa di Ferrera o nel Santuario del Sacro Monte. Proseguiamo, ed al ponte delle 'due acque' prendiamo a destra in Val Landwasser il cui omonimo torrente scorre tra erti picchi di roccia scura. Poco dopo si giunge ad un box prefabbricato con veranda e si parcheggia l'auto nel piazzaletto adiacente (proprietà della locale Società di Pesca). Proprio di fronte a questo, sulla sponda orografica destra del torrente, vi sono gli imbocchi della miniera di Gula. Si guada il torrente (l'antica passerella é stata divelta anni or sono da una piena) e si raggiungono i ruderi della casa dei minatori da dove inizia una comoda scalinata in cemento che conduce ai vari imbocchi della miniera. Iniziamo l'esplorazione dall'ingresso della n° 2, l'unico ben visibile dalla strada e subito siamo impressionati dalla perfezione dell'avanzamento: Gallerie pulite, percorribilissime, ben lavorate, areate e molto ampie. Ora siamo in grado di comprendere molto bene la descrizione fatta nel citato libercolo fonte ispiratrice della nostra uscita. Il tracciamento delle gallerie segue l'esiguità dei filoni e ne caratterizza il tipo di giacitura. All' uscita della galleria vi è depositato un cumulo di minerale arricchito, probabilmente serviva come campionatura da mostrare alle numerose visite di personaggi altolocati e tecnici del settore che Don Minera organizzava al fine di dimostrare la ricchezza del giacimento. All'ingresso della n° 3 si accede dopo essere saliti per una trentina di metri lungo la medesima scala in cemento e dopo aver superato un dirupo su una passerella in ferro e cemento, visibile anche dalla strada sottostante. Anche questa è lavorata come la precedente ed un pozzo la mette in comunicazione con la n° 2. Raccogliamo dei campioni mineralizzati e scattiamo delle fotografie. Infine, dopo esser ridiscesi fino alla base della scalinata, visitiamo la n° 1, la più vecchia, il cui imbocco è situato nei pressi dei ruderi degli edifici pochi metri sopra il letto del torrente. All'interno di questa galleria, lungo una diramazione sulla sinistra, abbiamo notato una grossa ripiena di materiale ben mineralizzato e depositato forse in attesa di essere trattato in tempi migliori e con mezzi più moderni e più economici. La bibliografia menziona 5 livelli di scavo, gli altri 2 che per ragioni di tempo non ci è stato possibile visitare dovrebbero presumibilmente trovarsi sopra la galleria n° 3; da quest'ultima infatti abbiamo notato un camino comunicante con livelli superiori dal quale scendeva molta acqua che ci ha impedito la risalita. Dopo aver raccolto ancora qualche campione nella discarica sottostante, scendiamo al torrente per un assaggio della sabbia con la batèa. La presenza di oro era comunemente accertata durante le fasi della lavorazione, nella Pirite impregnante le salabande quarzose intersecanti i filoni di Pirrotina Nichelifera (Cobaltifera). Nel concentrato pesante individuiamo poche ma ben evidenti tracce del prezioso metallo sottoforma di minuscole pagliuzze aventi la dimensione massima di una punta di spillo.  

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MINERALIZZAZIONE riscontrata all'interno della miniera : Oltre a Pirrotina Nichelifera [def.] e Pirite Aurifera [def.] entro il quarzo bianco compatto, qua e là sulle volte e le pareti delle gallerie si notano numerose incrostazioni bianche di Gesso e Aragonite in minuscoli cristalli, inoltre Covellite, Goethite, Malachite in patine terrose, Auricalcite ? e Calcopirite.

 

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SUGGERIMENTI : A tutti coloro che volessero visitare queste miniere consigliamo di portare stivaletti in gomma data la massiccia presenza di acqua in alcuni punti delle gallerie. Ultima nota paesaggistico - ambientale : la Val Mastallone è molto frequentata da appassionati di rafting (canoa) per la presenza di numerose gole con acque profonde e passaggi difficili modellati dall' acqua tra alti dirupi e un ambiente incontaminato.  

Uscita effettuata in data 24/4/93  

 

 

Per meglio approfondire l'argomento si consiglia senz'altro di leggere anche il resoconto dell'altra gita.
 
 

 

 

 

 

 

 

 

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