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 | Breve
preambolo: In questa problematica ci son passati un po'
tutti i cercatori d'oro
nativo: sopratutto quelli che hanno iniziato
l'attività da "autodidatta". Nel mio caso, ad
esempio, trascorrevo periodiche giornate frugando nel materiale
delle discariche esterne alle miniere, in compagnia del maestro Vittorio: lui indiscutibilmente esperto ed io invece alle primissime
armi, cioè nella precisa condizione di colui che non ha ancora
trovato il suo "primo pezzo". Continuavo euforicamente ad
estrarre campioncini di gialla e luccicante Pirite che, pur
lasciandomi in fin dei conti una sensazione di dubbio, mi sembrava
oro: glieli facevo vedere e lui puntualmente mi rispondeva:
l'Oro è diverso, quando lo troverai lo capirai da solo. Arrivai
così al giorno che vidi un sasso con alcune macchiette gialle e mi
resi conto all'istante che non c'era neanche bisogno di farlo vedere
al mio maestro: l'avevo trovato. L'oro è così,
indiscutibilmente diverso ed unico. Vittorio rise contento
perché capì che nel momento stesso in cui io l'avevo trovato
imparai a distinguerlo una volta per tutte.
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 | Allo
stato naturale il minerale che lo contiene è il quarzo: non è mai
solamente appiccicato o incastonato su quest'ultimo (al contrario
dei classici cubetti di Pirite), ma proviene dal suo interno, per
cui, staccandone un campioncino dalla roccia madre è molto
probabile che ne rimangano ancora tracce sulla stessa. Dette tracce,
al contatto del polpastrello avranno ora la caratteristica di
"pungere" perchè si tratta dei residui dell'oro
strappato.
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Ancora sulla
Pirite, grande ingannatrice: La
Pirite (e suoi simili) è solitamente il primo minerale
che si mostra con inganno agli occhi del novello cercatore d'oro. Questo
perchè alloggia volentieri anche sulla stessa roccia madre tipica dell'oro
(cioè il quarzo) e si presenta spesso d'un bel giallo lucente.
Come se non bastasse è anche lei piuttosto pesante. Beninteso, dopo un minimo di esperienza non si avranno più
dubbi a distinguere i due minerali, ma quando si è ancora nella fase di
apprendistato è piuttosto facile ritrovarsi vittima di questo
"broglio". per esperienza mia e di miei amici, penso si possa
dire che per almeno il novanta per cento dei casi valga una regola
psicologica al proposito: << quando si è nel dubbio, non è mai oro >>. Ovviamente non si possono però impostare le proprie
ricerche ed affidarne i risultati basandosi su simili ragionamenti empirici,
per cui è bene imparare sin da subito a distinguere l'uno dall'altra già
sul posto del ritrovamento, cioè con
una semplice analisi "a vista" facendosi aiutare sia dalle
indicazioni già suggerite in questa pagina, sia dalle righe qui
ancora a seguire: |
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La Pirite (cristallizza in cubi o simili di ogni dimensione)
può apparirci grigia oppure appunto gialla, ma i suoi piani, sia essa
cristallizzata o meno, sono solitamente lucidi e scalfendoli con uno
spillo la parte interessata si frantuma sbriciolandosi minutamente
mettendo così in luce colorazioni grigie e metalliche. L'oro, se trattato
allo stesso modo non si sbriciola nè diventa grigio, ma si deforma
mantenendo il suo naturale colore giallo. Va detto inoltre che la Pirite,
essendo un solfuro, se messa insistentemente a contatto col fuoco libera
inevitabilmente esalazioni di zolfo, cosa che naturalmente non può
accadere con l'oro. |
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 | L'apparente inganno delle miche. Può capitare
(anzi capita sovente), soprattutto quando si ha a che fare con sassi
bagnati, di vedere pietruzze cosparse di bagliori ammalianti: sto
qui parlando della Mica, che è un minerale strutturato a guisa di
lisce foglioline sovrapposte in più sottilissimi strati. Dette
foglioline luccicano già da asciutte, ma quando bagnate sfavillano
letteralmente e considerando che, oltre ad esser biancho/metallico (varietà
detta Muscovite), possono anche essere gialle (varietà Biotite),
ben si capisce come sia possibile ad un primo impatto...scambiare
per oro quello che in realtà viene usato quale isolante per i ferri
da stiro a secco (aprendo uno di questi troveremmo appunto una
grande "foglia" (cristallizza infatti anche in quelle
dimensioni) di quel di cui abbiamo parlato
finora.
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Inutile dire che Oro e Mica
non abbiano assolutamente nulla in comune, è cosa scontata, però
quando un cercatore d'oro vede luccicare qualcosa di giallo...quanto lo
capisco! L'inganno comunque durerà solo una manciata di secondi o poco
più: ben presto si riconosceranno gli strati fogliformi della mica ed
altrettanto presto ci si accorgerà che facendovi pressione con le
unghie detti strati si riuscirà addirittura a "sfogliarli"
per poi rendersi conto anche della caratteristica più evidente che
caratterizza questo gruppo di minerali e cioè che si tratta di
sottilissimi cristalli al tatto molto elastici e flessibili. |
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La
Limonite. Si tratta di una sostanza il cui colore può variare
dal bruno scuro sino al giallo e si forma per alterazione di minerali
del ferro; può presentarsi come componente del terriccio stesso, oppure
sottoforma di stalattiti e, ancora, in veste di incrostazioni (foto a
lato) più o
meno solide su rocce e minerali. E' proprio in quest'ultimo caso che (se
gialla), in miniera reagisce alla sorgente luminosa con colorazioni
spesso...molto invitanti. Al tatto però si realizzerà ben presto che
questa si sgretola facilmente, per non parlare poi del fatto che se
portata all'aperto, trattandosi di un idrossido in non molto tempo
tenderà a disidratarsi e ridursi in polvere.
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