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ACCESSO. Per raggiungere la zona degli scavi bisogna risalire la
strada per Champorcher e svoltare al bivio per la
frazione Petit Rosier; il sentiero che porta alle gallerie inizia
proprio vicino alle case, tende ad Ovest e permette di raggiungerle
assai agevolmente. Situate appena a monte del sentiero, le due gallerie
identificate in quell'occasione (ma è possibile che in zona vi siano
altri scavi minori) sono parzialmente nascoste alla vista del
visitatore: la prima perché mimetizzata dalla vegetazione e la seconda,
che s'incontra a qualche minuto di distanza, poiché il suo imbocco può
esser scambiato per una fessura naturale della roccia.
CENNI
STORICI. Sembra che nel 1279, un tale Alverino, fosse intento a
lavorare una miniera d'oro a Champorcher e che qualche anno più tardi
un certo Azzo e Ugolino Berichi di Firenze furono inviati, con Ugolino
Pietri di Lucca, presso gli scavi per esaminarla.
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Jervis, nel suo "I tesori sotterranei d'Italia",
mette però in dubbio quanto sopra perché, secondo lui, il minerale
estratto a quei tempi non era oro bensì galena argentifera.
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In ogni caso, da allora non vennero eseguiti nel cantiere
in questione lavori significativi fino alla fine del 1700, quando la
miniera venne riaperta, ma solo per breve tempo. Anche nel 1889 la ditta
Weber rimetterà in attività le gallerie ed ancora una volta la miniera
sarà in breve abbondonata per la sua scarsa resa. Gli ultimi tentativi
consistono infine nei permessi di ricerca accordati rispettivamente nel
1901 a tale Rey Giovanni e nel 1908 al sig. Pujos Giovanni: in entrambi
i casi il permesso, valido due anni, venne concesso per galena
argentifera ed aurifera. I LAVORI.
Arrivando in loco dalla fraz. omonima, la prima galleria è posta a
margine di un piccolo piazzale artificiale appena a monte del sentiero.
Lo scavo, totalmente ingombro d'acqua, procede verso Nord per qualche
decina di metri; verso la metà presenta sulla sinistra una traversa
lunga una decina di metri.
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Anche la seconda galleria è posta poco al di sopra
del sentiero, ma l'entrata è di difficile rilevazione perché trattasi
di un taglio laterale piuttosto angusto. Appena entrati ci si trova in
un camerone abbastanza ampio e sulla parete si può notare il filone di
quarzo, lì potente circa un metro. La galleria prosegue poi per poche
decine di metri. |
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Risulterebbe anche un'altra galleria (?) posta ad una
quota più bassa, lunga una ventina di metri e che verso la metà
presenterebbe un bivio altrettanto lungo. |
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