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Pagina della
sezione Ovadese oro
nei fiumi
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sezione miniere |
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Tutti
i torrentelli che attraversano la zona aurifera dei laghi di Lavagnina
sono (seppur irregolarmente) auriferi, così come lo sono il Gorzente ed
il Piota, che li ricevono; riferendoci al Piota in particolare, nei
terrazzi alluvionali della sua bassa piana possono aversi contenuti di
oltre un grammo di oro per metro cubo di sedimento, anche se detti
depositi sono piuttosto irregolari e poco estesi. A monte di ciò,
intorno agli inizi del secolo scorso furono infatti scavate alcune
gallerie e numerose trincee nella zona collinare che si estende sulla
destra orografica del Piota (miniera Frasconi) e, sulle rive di questo
alla confluenza del rio Tana, venne pure costruito un piccolo
stabilimento di amalgamazione con relativi mulini atti a raffinare il
quarzo aurifero frammisto alle rocce serpentinose proveniente dalla
zona collinare posta tra i torrenti Piota e Gorzente, a monte del bacino
artificiale dei laghi di Lavagnina. L’oro è ivi contenuto in
forma di plaghette che in genere non superano il mm., sia isolate
sia incluse a solfuri; in alcune vene è però possibile trovare oro
nativo in masserelle, aggregati dentritici o spalmature superiori al
centimetro ancora incluse nel quarzo (per approfondimenti vedi la bibliografia
di G. Pipino).
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Tutto
questo è sicuramente buon indizio per i cercatori d'oro attuali: non a
caso ho messo qui a lato la foto
di un interessante campione che per un occhio attento si sa
spiegare da solo: il cercatore Andrea
(collaboratore del sito) ha
trovato a valle di tutto il discorso di cui sopra, cioè nel Piota stesso, questo esemplare che mostra
indiscutibilmente i travagli e suoi relativi "smussamenti"
subiti durante lo spostarsi dal luogo d'origine, cioè da quando era
ancora incastonato nella vena madre per poi arrivare, dopo millenni,
sulle rive del Piota). Si ricordi al proposito che altrimenti l'oro, quando staccato
manualmente dalla roccia, essendo tenero tende letteralmente a
strapparsi come se fosse del
pongo, assumendo così una struttura appuntita e tutt'altro che
levigata.
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A lato
pagina, alcune descrizioni di vostre esperienze sul Piota. Qi sotto
invece, il tasto per accedere alla descrizione delle ricerche antiche. |
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APPUNTI
DA DOCUMENTI. Anno
1730: alcuni uomini armati di Tagliolo aggrediscono persone di Silvano che si trovano in
località detta "Gerbido dell'Ancino", sulla sponda del Piota,
alcuni a far fascine, altri a pescare l'oro nella ghiaia del torrente.
Seguì denuncia da parte degli aggrediti, con successivo arresto di tale
Defendente Lanza, che era uno degli aggressori; la località contestata
e le ghiaie del Piota nelle quali da sempre i silvanesi raccolgono
granelli d'oro, si trovano presso la cascina Prietto e sono indubitato
territorio di Silvano, che si estende fino alle vigne di Pescine. |
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