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Una pagina a cura di Andrea Mathis.

 

 
 

IL RADUNO DEI CERCATORI D’ORO DELL’8 GIUGNO 2008 A PREDOSA. 

Contrariamente a quanto sperato, le condizioni meteo questa volta ci sono state avverse, tuttavia la mattinata è stata sfruttata in maniera piuttosto soddisfacente lavando le sabbie aurifere messe a disposizione dal dott. Pipino nella sede di Predosa.

L’affluenza di pubblico questa volta è stata garantita dall’Associazione Geoturismo di Genova che ha portato numerosi visitatori molto interessati e desiderosi di apprendere le tecniche di ricerca (batea) e raffinazione del prezioso metallo (Foto 1). Un particolare che ha soddisfatto i cercatori più anziani è stato 

               1. L’interesse generale dei visitatori

che vi erano tante persone giovani interessate a questo mestiere oramai dimenticato

              è stato elevatissimo (Foto Mathis).

 

dai più.  L’entusiasmo nel ritrovare anche una pagliuzza infinitesimale lo si poteva leggere non soltanto negli occhi dei cercatori alla loro prima esperienza, ma anche nell’aria, dalle espressioni soddisfatte di chi per la prima volta nella vita provava questa nuova esperienza (Foto 2)

2. Il folto gruppo alle prime esperienze si cimenta (Foto Mathis)

Una breve spiegazione su come si lavano le sabbie aurifere e sulle varie tecniche di estrazione è stata fornita ai visitatori da Davide della Brianza (Foto 3). Anche il suo campionario aurifero non è passato inosservato, infatti svariate fialette di vetro contenenti campionature dei maggiori fiumi auriferi del nord Italia hanno sfilato sotto le macchine fotografiche dei presenti.

3. Davide mostra le sue campionature  (Foto Mathis)

Particolarmente interessante è la sua batea autocostruita partendo dal PVC grezzo lavorato con una fresa a controllo numerico. Essa offre un’alternativa al tradizionale piatto poiché il moto rotatorio che le viene impresso e la sua ampia superficie permettono al materiale leggero di scivolare via bloccando invece, negli appositi gradini, la magnetite e, generalmente, tutto il concentrato pesante tra cui  ovviamente anche l’oro.

 FOTO DI PROPRIETA' ANDREA MATHIS  

 

 

La particolare batea di Davide. (Foto Mathis)

 

 

                                                                                                                  

Dopo aver effettuato non pochi lavaggi con le batee fornite dal dott.Pipino, i presenti sono stati invitati a formare una colonna di auto e a dirigersi nell’Orba, all’altezza del ponte di Silvano d’Orba. Giunto sul posto ho realizzato che non  sarebbe stato facile raggiungere la riva a causa della vegetazione che lì aveva  invaso ogni centimetro; tuttavia vi era un piccolo sentiero tra le piante che i visitatori hanno potuto (non senza ardimento) percorrere. Le abbondanti piogge che avevano  preceduto questa giornata, inoltre, avevano innalzato il livello dell’alveo e reso anche fangosa la terra circostante. Uno sguardo al cielo infine mi convinse ad abbandonare il campo di ricerca e recarmi all’auto, lasciandomi alle spalle tutto il folto gruppo.  Come volevasi dimostrare dopo tre quarti d’ora circa il cielo si è riversato sulla terra con un acquazzone biblico. I cercatori si sono

dispersi tutti ai quattro venti. E i visitatori? Quando sono tornato sul posto, sul finire della precipitazione, non c’era più nessuno.  Non so quindi se hanno potuto effettuare degli assaggi e raccogliere delle campionature.  Probabilmente ci rivedremo la prossima volta, e chissà che le condizioni meteo per quell’epoca non siano più favorevoli. 

  

Testi e foto di Andrea Mathis  

 
 

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