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IL
RADUNO DEI CERCATORI D’ORO DELL’8 GIUGNO 2008 A PREDOSA.
Contrariamente a quanto
sperato, le condizioni meteo questa volta ci sono state avverse,
tuttavia la mattinata è stata sfruttata in maniera piuttosto
soddisfacente lavando le sabbie aurifere messe a disposizione dal dott.
Pipino
nella sede di Predosa.
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L’affluenza
di pubblico questa volta è stata garantita dall’Associazione
Geoturismo di Genova che ha portato numerosi visitatori molto
interessati e desiderosi di apprendere le tecniche di ricerca
(batea) e
raffinazione del prezioso metallo (Foto
1). Un particolare che ha
soddisfatto i cercatori più anziani è stato
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1. L’interesse generale dei visitatori
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che vi erano
tante persone giovani interessate a questo mestiere oramai dimenticato |
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è stato elevatissimo (Foto Mathis). |
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dai più. L’entusiasmo nel ritrovare anche una pagliuzza infinitesimale lo si
poteva
leggere non soltanto negli occhi dei cercatori alla loro prima
esperienza, ma anche nell’aria, dalle espressioni soddisfatte di chi
per la prima volta nella vita provava questa nuova esperienza (Foto 2)
2. Il folto gruppo alle prime esperienze si cimenta (Foto Mathis) |
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Una breve
spiegazione su come si lavano le sabbie aurifere e sulle varie tecniche
di estrazione è stata fornita ai visitatori da Davide della
Brianza (Foto 3). Anche
il suo campionario aurifero non è passato inosservato, infatti svariate
fialette di vetro contenenti campionature dei maggiori fiumi auriferi
del nord Italia hanno sfilato sotto le macchine fotografiche dei
presenti.
3. Davide mostra le sue campionature
(Foto Mathis)
Particolarmente
interessante è la sua batea autocostruita partendo dal PVC grezzo
lavorato con una fresa a controllo numerico. Essa offre un’alternativa
al tradizionale piatto poiché il moto rotatorio che le viene impresso e
la sua ampia superficie permettono al materiale leggero di scivolare via
bloccando invece, negli appositi gradini, la magnetite e, generalmente,
tutto il concentrato pesante tra cui
ovviamente anche l’oro. |
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La particolare batea di Davide. (Foto
Mathis)
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Dopo aver effettuato non pochi
lavaggi con le batee fornite dal
dott.Pipino, i presenti sono stati
invitati a formare una colonna di auto e a dirigersi nell’Orba,
all’altezza del ponte di Silvano d’Orba. Giunto
sul posto ho realizzato che non sarebbe
stato facile raggiungere la riva a causa della vegetazione che lì aveva
invaso ogni centimetro; tuttavia vi era un piccolo sentiero tra le piante che i visitatori hanno potuto (non senza ardimento)
percorrere. Le abbondanti piogge che avevano preceduto questa giornata, inoltre, avevano innalzato il livello
dell’alveo e reso anche fangosa la terra circostante. Uno sguardo al
cielo infine mi convinse ad abbandonare il campo di
ricerca e recarmi all’auto, lasciandomi alle spalle tutto il folto
gruppo. Come volevasi dimostrare dopo tre quarti d’ora circa il cielo si è
riversato sulla terra con un acquazzone biblico. I cercatori si sono
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dispersi
tutti ai quattro venti. E i visitatori? Quando sono tornato sul
posto, sul finire della precipitazione, non c’era più nessuno. Non so quindi se hanno potuto effettuare degli assaggi e raccogliere
delle campionature. Probabilmente ci rivedremo la prossima volta, e chissà che le
condizioni meteo per quell’epoca non siano più favorevoli.
Testi
e foto di Andrea
Mathis
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