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Romania

 

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Un altro posto interessante per i cercatori d'oro amatoriali é sicuramente la Romania, il paese con le maggiori riserve aurifere e la più grande produzione di oro di tutta l'Europa.

 

Pagina a cura di Bruno Padoan

 
   
   

 

 

 

 

  

 

Bruno Padoan (a sin.) e Ioan Catalina.

 
 

La storia ed il mito.

 Percorrendo le tappe del viaggio mitologico degli argonauti vi accorgerete che il loro percorso a nord del Ponto ebbe una giustificazione geologica. Toccando in Tracia gli affluenti di sinistra del Danubio, Giasone aveva notato le sabbie aurifere, che l’ambìto "vello d’oro" poteva trattenere. Secondo Giorgio Agricola (nel suo celebre De re metallurgica) la pelle ovina aveva la stessa funzione che ha oggi il tappetino all’uscita di una normale scaletta del cercatore. Sicuramente piu’ concreto fu però l’imperatore Traiano, che nel 106 d.C. passò il Danubio nei pressi dell'odierna Turnu Severin per appropriarsi dell’oro e delle miniere dei daci. I romani scavarono poi altre miniere d’oro del tutto nuove, una delle prime di queste fu aperta sull’altra sponda,  in localita’ Bocsa, vicino a Resita.

 

Mineralizzazione

I giacimenti rumeni si sono formati nel periodo del Neogene (15-8 Milioni di anni or sono), frutto di un vulcanismo diffuso dagli odierni Carpazi orientali ai monti Apuseni all’interno del bacino transilvano. La natura dei giacimenti primari fa si’ che l’oro sia prevalentemente legato in minerali sulfurei, molti dei quali tipici di questo paese, come la Nagyagite o anche la Sylvanite (da Transilvania) che contiene tellurio, un metallo raro. Si contano anche altre decine di altri minerali autoctoni e  questa caratteristica, che fa felice il geologo o il cristallografo, pone invece delle difficoltà al cercatore d’oro  amatoriale perché il metallo, pur presente nei solfuri con tenore a volte del 30-40%, non e’ purtroppo direttamente visibile e individuabile come tale. Alcuni importanti indizi che sorreggono spesso la ricchezza di oro insita nel minerale che si sta osservando sono dati dal tipo di cristallizzazione: cubica per i telluri ed orto-rombica per i solfuri,. L'oro, che nel sottosuolo é dunque quasi sempre combinato con altri minerali, si libera poi in seguito all’erosione e si deposita nei corsi d’acqua in forma quasi sempre polverulenta, cosa che richiede un attento lavaggio per poterlo raccogliere.

Geografia

Le zone aurifere si distribuiscono fra le province di Hunedoara e Alba Julia, a Ovest del Banato (a Nord ci sono i monti Apuseni ed a Sud le Alpi Transilvaniche) . Qui si trova il quadrilatero delle miniere storiche, fra i centri di Baia de Aries, Brad, Sacarimb e Zlatna.

 

 

La maggior miniera europea a cielo aperto,cioè quella di Rosia Montana, dovette chiudere qualche anno fa a causa di una grossa dispersione accidentale di cianide, usato per separare il metallo dalla sabbia. Attualmente pare che la società che la riguarda avrebbe preparato un progetto per poter riprendere la produzione, aiutando prima l'intero paese posto nelle vicinanze a trasferirsi altrove, ma le autorità mantengono ancora il blocco dei lavori perché temono ulteriori danni ambientali.

 

 

La European Goldfields Ldt, quotata a Londra e Montreal, coltiva due miniere e due campi di esplorazione 15 Km a nord di Deva. La zona si raggiunge dall’estero tramite Timisoara, Arad o Cluj.

 

 

Le zone aurifere più a Sud si trovano sui bassi rilievi dei monti Semenic fra Caransebes e il confine con la Serbia, nell’ansa del Danubio. A Valea Rachitei tutti i piccoli torrenti sono ricchi di foglioline d’oro di forma esagonale, una cristallizzazione che denuncia la presenza di una percentuale di argento .

 

La raccolta

I molti italiani che vivono in Romania hanno altri interessi. Capita di vederli in giro in questa stagione, mentre  riempiono le auto di  fagiani e beccacce. Chi invece volesse dedicarsi alla ricerca dell'oro deve tener conto che: essendo di principio tutte le risorse del suolo di proprietà dello stato, il recupero dell’oro alluvionale e’ consentito solo con  permesso dell’ente preposto. L’ente (Agentia Nationala pentru Resurse Minerale, uffici provinciali) lo rilascia, su domanda, a chi possiede la residenza. Tale e’ la situazione di diritto. Quella di fatto e’ che ci sono migliaia di persone che vivono di questo, senza alcuna  autorizzazione dato che  non vi sono particolari controlli. Una tribù zingara e’ chiamata "degli aurarii" perche’ dedita da sempre a questa attività’: essi non solo raccolgono, ma raffinano con il mercurio, fondono e confezionano tradizionali gioielli . In zone abitate, se si vuole evitare di dare nell’occhio, e’ consigliabile munirsi di bidoni di plastica e portarsi a casa il materiale per la cernita di fino.

 

Un caso particolare

In Romania l’attivita’ rientra quindi fra quelle di cui "tutti sanno, ma nessuno parla" e non e’ facile procurarsi indicazioni. Abbiamo scoperto un’eccezione, proprio vicino a Brad, nel "quadrilatero" delle miniere. Si tratta del comune montano di Buces, che mira a promuovere l’agriturismo di stile molto,  molto semplice, nelle fattorie. Si veda il sito www.buces.ro  . Come attrazione turistica viene presentato  un anziano ex minatore, provvisto di tutti i permessi, che si offre di accompagnare gli ospiti nei torrenti vicini. Si chiama Ioan Catalina e vive in una bella casa al nr.99 della frazione Stanija (pron.stanigia) sulla strada della vecchia miniera. Si può prendere un appuntamento  telefonico oppure tramite il sito, che e’ anche in inglese, ma il sig. Catalina parla solo rumeno. Se decidete di andarci, specialmente se piove, dovete avere un fuoristrada per affrontare la salita. Guardate davanti a voi e non fatevi distrarre dal curioso cimitero a sinistra che ha una pendenza del 35%. Chiedendo informazioni dovete dire "Catalina de sus" perche’ c’e’ un omonimo che abita prima, al nr.67 (Catalina de jos). Il personaggio, dopo trent’anni di miniera ha l’oro nel sangue (e probabilmente anche un po’ di mercurio)  e sa tutto sia dei giacimenti che delle tecniche. A seconda della fiducia che saprete ispirargli,  potrà mostrarvi attrezzature di prim’ordine, tutte autocostruite e lo "shaker table" che si trova nel garage. Per noi Catalina, dopo la prima visita a novembre 2006, e’ diventato un amico e ci ha dato un sacco di consigli e di indicazioni sul riconoscimento dei minerali auriferi. Abbiamo in programma di tornare in primavera per analizzare insieme i campioni di diverse zone e per confrontare i metodi di raffinazione.

 

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