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BREVE INTRODUZIONE. |
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E' possibile che le miniere
oggi denominate "Chuc-Servette" fossero conosciute e
lavorate addirittura sin dal tempo
dei Salassi: in ogni caso, secondo Nicolis De Robilant esse furono
sicuramente sfruttate dai Romani. Per quanto riguarda le sue zone
limitrofe, il giacimento Acqua Verde costituiva sostanzialmente una sezione di Chuc
posta ancora più a valle (quindi la prima ad incontrarsi sul cammino),
mentre Praborna è situata poco più a monte di Servette, ma sull'altro
fianco del vallone.
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Dopo la caduta dell'Impero Romano la
miniere vennero abbandonate, dimenticate e la vegetazione (lentamente ma
inesorabilmente) le mimetizzò a tal punto da farle cadere nell'oblio.
Questo sino ai primi anni del 1700, quando una grossa frana riportò alla
luce gli imbocchi delle gallerie, cosa che destò interesse e portò
nuovamente al suo sfruttamento. Le miniere di Chuc-Servette vennero di
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nuovo attivate, ma
pare con lavori tecnicamente mal gestiti e poco accurati: vennero ad es.
asportati i ricchi pilastri di sostegno, cosa che infine procurò il crollo dei sotterranei stessi e l'impossibilità di proseguire. Il
contesto minerario venne comunque ripreso in considerazione, a partire
dalla metà del secolo seguente, dalla Società L'Esploratrice, la quale
pianificò lavori seri e professionali che diedero i loro frutti. Il
minerale estratto, Pirite e Calcopirite, veniva da ora trasportato
tramite una funicolare, quindi non più trattato sul posto e detta
funicolare venne col tempo perfezionata sino ad avere (si arriva agli inizi del
1900) una portata di
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Liv. 1815, foto
Lorenzini
100 quintali di minerale al giorno.
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 A livello amatoriale,tutta l'area di Saint Marcel è
importante perchè vi presenziano numerosi minerali assai rari (o
addirittura irreperibili) in altre
località: basti pensare al Violano a alla (pur remota, ma verificatasi)
possibilità di trovare punteggiature di Oro Nativo su
Uvarovite alla
miniera manganesifera di Praborna.
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| Qui a lato,
i tasti per accedere all l'argomento trattato da differenti
persone. Sotto invece, una cartina della zona. Buona visione. |
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APPUNTI
DA DOCUMENTI. 1756.
Un antico documento di quell'anno descrive che la miniera di Saint Marcel
rimase occulta per le bocche (ingressi) otturate sino al 1723, data in
cui un paesano si accorse del suo sussistere e ne diede quindi notizia
al vassallo, senza esserne però remunerato; il vassallo costituì una
società che vi lavora tuttora (cioè in data di questo documento) ma
con poco successo. 1852. Licenza al conte Vittorio di Seyssel e a Bertrando di Lorm, per
miniera di schisto aurifero in località Monte d'oro, nei territori di
Brissogne e Saint Marcel, provincia di Aosta. 1854. Licenza alla società L'Esploratrice, per miniera di
rame in regione Chuc e Servette, comune di Saint Marcel, provincia di
Aosta.
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