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Brani
tradotti dagli originali |
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Il filone dell'Aquila (inclinazione media di 43°)
é stato finora il più lavorato e di conseguenza il meglio studiato
dal punto di vista della mineralizzazione. Detto minerale appare circa
25 metri dopo l'ingresso della galleria principale, in occasione di
una faglia che si incontrerà anche più in basso. Nello spazio
compreso tra i fornelli n°1 e 2°,cioé per una quarantina di
metri,il minerale é molto abbondante; oltre il n°2,sul
camminamento e fino al n°3 lo spessore del filone é alquanto
variabile. Immediatamente dopo quest'ultimo é stato trovato un blocco
di Galena dallo spessore di m.1,10. E' soprattutto nelle cavità che
si trova la Galena: essa ne occupa quasi sempre il fondo
"riposando" su un primo letto di Mispickel ed Arsenopirite.
Dopo circa 62 metri dall'ingresso,cioé un po' oltre il fornello n°1,
é stato scavato un pozzo "di assaggio" profondo una
trentina di metri e che ha dato minerale per tutta la sua estensione.
La galleria di direzione presenta oltre a vene parallele anche vene
discordanti. Una di queste,lunga in direzione circa 12 m. é situata a
circa 15 metri dal fornello n°1 ed il suo inizio e uscita si trovano
nella galleria,nascendo inclinata a 65° 5m.sopra il pavimento
di del livello. Questo filoncello é spesso 10 centim. e sarà
opportuno ritrovarlo all'altezza del secondo livello perché qui é
composto quasi esclusivamente da Galena. In cima al camino n°3
s'incontra infine una venetta piritosa. Trentacinque metri più a
monte della galleria della quale si é parlato finora é stato
iniziato un traversbancs per incrociare il filone: dopo 27 metri é
stata così trovata una prima vena,di natura simile a quelle
sottostanti ma con una Pirite più ricca in Oro.
Per concludere,le analisi medie del cantiere
dell'Aquila hanno dato questi risultati:
Zolfo 28%
Ferro 40%
Arsenico 13%
Rame 1%
Argento 0,012
Oro 0,0030
Ganga 18% circa
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