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La Tesina di Davide

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2016)

 

 

 

La tesina di Davide

 

Le ricerche aurifere nel nuovo millennio. 

La febbre dell’oro   

Una tradizione poco nota e poco remunerativa,  

ma che non passa mai di moda.

   

Introduzione: metodi di ricerca dell’oro alluvionale.

Un grave problema: l’inquinamento da mercurio. 

Una mia piccola invenzione per separare l’oro dal mercurio. 

Funzionamento del distillatore a depressione.

Progetto di un sensore di temperatura.

Schema elettrico.

Dimensionamento. 

 

ORO   IN   NATURA 

I motivi per cui ho scelto come argomento della mia tesina “la ricerca dell’oro” sono molteplici: quello fondamentale è che vorrei condividere questa mia grande passione un po’ con tutti, perché l’hobby del cercatore d’oro non è solo un modo per passare una domenica fuori di casa ma un modo per stare più a contatto con la natura.  

   

Il cercatore d’oro del Duemila è un hobbista che ama passare una giornata in riva al fiume in compagnia degli amici, senza l’illusione del guadagno e per il piacere di conservare i piccoli quantitativi di oro trovato. Il gruppo ideale è formato da quattro o cinque persone, che si alternano nelle tre fasi del lavoro. La prima è il cosiddetto “assaggio”, ovvero lo studio del torrente alla ricerca delle zone più ricche d’oro. Sotto l'azione della corrente, infatti, il materiale è trasportato a valle per poi depositarsi, secondo pesi specifici decrescenti, in punti del torrente ben precisi. I metalli a maggior peso specifico, come l’oro, sono sospinti sulle rive meno esposte alla corrente, dette “punte”, in corrispondenza di una curva o di un allargamento dell’alveo. Lo strumento utilizzato in questa fase è il piatto, o batèa, con il quale si scruta la sabbia alla ricerca di materiali pesanti.

 

Individuata la zona giusta, si passa al secondo momento, il lavaggio, effettuato con l’aiuto della canaletta, un’asse lunga e stretta, delimitata da due sponde, che consente di separare i materiali in base al peso specifico. Posizionata nel senso della corrente in modo che l’acqua vi scorra dentro, funziona come un filtro: il terriccio e i materiali leggeri fuoriescono dalla canaletta trascinati dal flusso dell’acqua, mentre le scanalature meno esposte alla corrente trattengono i minerali pesanti, in prevalenza magnetite e ferro, ma anche l’agognato oro. “In questa fase ci si divide il lavoro: alcuni scavano e setacciano grossolanamente l’arenile, altri trasportano i secchi di sabbia, uno soltanto usa la canaletta”. Al termine, il materiale pesante raccolto è sottoposto a un secondo lavaggio effettuato con l’aiuto del piatto. Ma attenzione: soltanto il cercatore più abile è in grado di imprimere al piatto il ritmo di rotazione che serve a separare l’oro dagli altri minerali. Per i meno esperti, si può utilizzare un piccolo escamotage, la calamita che elimina in fretta le particelle di ferro.

 

“Fino a venti anni fa, in una giornata di lavoro era possibile portare a casa un grammo d’oro. Oggi otteniamo pochi decimi di grammo”. È un processo inesorabile, sostengono gli esperti, secondo i quali il futuro delle riserve alluvionali è segnato. L’oro dei fiumi proviene infatti dai filoni quarzosi che solcano le Alpi occidentali, dal Monte Rosa all'Appennino Ligure. Alla fine dell'era glaciale, l’acqua scese verso valle e nel processo di formazione dei fiumi - quelli che oggi solcano la Pianura Padana - trascinò con sé rocce e minerali. Del prezioso bottino originario, depredato con sistematicità dai nostri antenati, a noi non restano che le briciole, anzi le pagliuzze: di forma schiacciata e tondeggiante, grandi appunto come briciole di pane.

Anche quel poco però può dare grandi soddisfazioni. Un tempo, era diffusa tra i cercatori del biellese la tradizione di fondere l’oro ricavato dal torrente Elvo nelle fedi nuziali. Una consuetudine questa, attestata anche nella zona del Ticino, dove il più famoso "cavaòr" della storia pare abbia trovato, in circa quarant'anni di fatiche, due chili e mezzo di pagliuzze. Anche fuori dall’Italia, la ricerca dell’oro ha dato vita a usanze romantiche. Nel nord della Finlandia, nella località di Tankavaara, in prossimità delle nozze i fidanzati campeggiano sul fiume per qualche giorno, e non fanno ritorno al villaggio prima di aver pescato i 10- 12 grammi necessari alla confezione di due fedi. Una sorta di esperimento di convivenza prematrimoniale che, se ha successo, non può che saldare l’amore in una lega duratura. Provare per credere!

Continua

 

 
 

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