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pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2016)

 

 

Oro nativo

Nella foto, un campione trovato al liv.2 di Ciamousira, collez. zappetta gialla

L'oro nativo,molto più abbondante dei minerali d'oro, alimenta ben il 90% della produzione mondiale. Allo stato puro è di color giallo marcato, ma più pallido se contiene dell'argento. Il contenuto d'oro dei giacimenti auriferi è di pochi grammi per tonnellata di materiale lavorato ed è quindi assai difficile individuarlo con i comuni metodi amatoriali, ma a volte si aggrega in masserelle che, se individuate, ripagano di tutta la ricerca. Il suo simbolo è AU, numero atomico 79, peso atomico 196,96, punto di fusione 1063° C.

Si intende dunque per "nativo" quell' Oro distribuito semplicemente nei filoni di quarzo. In Italia lo si trova in pochissime miniere. Questo tipo di mineralizzazione interessa particolarmente i cercatori "amatoriali" perché si ha in questa occasione la possibilità di trovare delle cose significativamente estetiche e gratificanti. Per farla breve, ci si potrebbe cimentare anche con la pirite aurifera ma certo non si avrebbe la possibilità di estrarre dalla roccia quanto sopra. L'oro nativo può essere grosso, piccolissimo, dendritico, associato ad altri minerali, cristallizzato, lamellare etc. ed anche il suo colore può variare un pochino. A proposito del tipo "lamellare", se non vado errato, in questo Sito viene segnalato solamente in due località italiane e cioé in Val del Goglio (Lombardia) e a Bochey (Val d'Aosta). Anche la vicina Svizzera ha però la sua da dire in merito.

 
Oro nei solfuri

Si tratta quasi sempre di "Pirite aurifera": quest'ultima, dopo il dovuto trattamento mette a portata di mano l'oro che contiene (perlopiù in polvere). Le miniere interessate a questo tipo di giacitura contengono spesso delle zone di arricchimento (tratti in cui il minerale cercato è più presente), le quali, nel caso di filoni verticali, sono dette "a colonna" perché diffuse verticalmente nell' ambito della montagna. A livello amatoriale e conoscendo quali siano i suddetti posti,

 ci si può recare in loco, cercare chiazze di pirite alterata e "marcita" dal tempo e raccogliere quindi il terriccio in corrispondenza sul pavimento per poi lavarlo fuori ( o addirittura dentro se si dispone di acqua ) in un posto a scelta: se ne otterrà probabilmente una modesta campionatura: la fialetta della foto contiene oro ricavato proprio in questo modo. Per questo tipo di ricerca, inoltre, i cosiddetti "Brucioni" sono dei luoghi particolarmente indicati alla scopo e consentono di restare all'aperto. Vedi anche Cassiterite.

 

Oro alluvionale

Il tutto proviene dalla remota epoca delle glaciazioni e c'e nel Sito una scheda specifica che descrive per benino la faccenda. A grandi linee penso si possa dire che i ghiacciai che ricoprivano le nostre vallate montane, spaccandosi e rotolando piano piano all' alzarsi generale della temperatura, si portarono appresso tutto quanto trovarono sul cammino, oro compreso il quale si "spiaccicò" durante il travagliato percorso in mezzo al ghiaccio. Non fu l'acqua a deformarlo e pressarlo : semmai questa, spostandolo ulteriormente ed in un periodo susseguente, lo ripulì da altri agenti, lo assottigliò ulteriormente e lo lucidò fino a renderlo più giallo, come ben si può vedere quando lo si raccoglie adesso sul Ticino, Elvo etc.. sottoforma di minute "scagliette" sottilissime. Da ciò si potrebbe dedurre (interessante osservazione di un mio amico) che quando dette scagliette sono insolitamente "brunite" e non perfettamente levigate, proverrebbero sì da smottamenti glaciali, ma non avrebbero ancora subito il travaglio dell'acqua per cui arriverebbero forse da terreni assai vicini, nel senso che quasi nullo sarebbe stato il percorso da esse fatto nel torrente.

  Se vuoi guarda le schede  
   
 
che insegnano a cercarlo.
 
     
 

Attenzione a questa e-mail ricevuta dal sito: Sono un collezionista di minerali e in particolare di "micro", però mi diletto ogni tanto di andare alla pesca dell'oro. Volevo segnalare che quest'anno alla mostra di Bologna ho acquistato un campioncino di oro nativo della Romania da alcuni romeni e che, quando sono arrivato a casa, con il microscopio mi sono accorto che si trattava invece di foglioline di oro zecchino (da colorificio) incollate.

Questo per avvisare di stare attenti alle mostre.

Ciao da Valeriano Calderini

socio fondatore A.M.I. (Associazione micromineralogica italiana)

     

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