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La Val d'Ossola è strutturalmente caratterizzata dal bacino del fiume
Toce, e racchiude a sua volta sette
vallate principali: la Valle Antigorio, la Valle Antrona, la Valle
Anzasca, la Val Bognanco, la Val Divedro, la Valle Formazza,
e la Val Vigezzo, nonché altre vallate strutturalmente minori.
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Osservando la zona geografica
interessata ponendo le spalle a meridione, essa trova alla sua sinistra l'altrettanto aurifera e
"ricca"
Val Sesia, che a sua volta va
dall'altra parte a confinare con la valdostana Val d'Ayas
(nota quest'ultima per il suo oro nativo); in sostanza, tutta
l'area qui accennata circa il 90% dei giacimenti
primari di oro in natura rinvenibile nel nostro Paese, ma a tal
proposito non va scordata la
Val Gorzente che, pur non potendo competere quantitativamente con i
distretti minerari di cui sopra, dispone però di una tipologia e giacitura aurifera assai interessante e rara in
Italia, ancor più avvalorata dal fatto che è geograficamente
discostata dall "razionale" (allineato) contesto di cui sopra. |
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La Val d'Ossola è geologicamente posizionata sul versante
italiano del cosiddetto Massiccio Sempione - Ticino, ove si trovano
appunto diverse manifestazioni aurifere; detto oro è lì
rinvenibile per lo più in vari solfuri simpatizzanti quali la pirite,
arsenopirite eccetera, mentre l'oro nativo (su quarzo e visibile, per capirci)
è decisamente raro perché non rientra nella situazione mineralogica di
questo distretto. Fanno eccezione a quanto detto le miniere della Val
Toppa, il cui oro è anzi giustamente definito "nativo su
quarzo", anche se solitamente dalle dimensioni assai contenute (ma
in cambio, frequente).
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Nell'area ossolana inferiore sono dislocate le note
miniere delle valli Antrona, Anzasca, questa con suo epicentro minerario
in Pestarena - Macugnaga, e Val Toppa (in relazione a quanto sopradetto,
nelle
discariche esterne del minerale di questa, con un po' di fortuna è possibile trovare
campioni di quarzo con oro piccolissimo). Nell'Ossola
superiore il metallo è stato invece fondamentalmente estratto dalla Valle
Alfenza (Crodo ed il cui
proseguimento settentrionale prende il nome di val Formazza), ma anche
dalla Val di Vedro (Gondo).
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In
ogni caso, in tutte le vallate laterali dell'Ossola superiore è in qualche modo riconosciuto il sussistere del metallo in
questione, per cui anche a livello amatoriale restano aperte varie e
diversificate possibilità di ricerca sul posto.
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Questa breve pagina ha
l'unico scopo d'introdurre ad argomenti e località che troverete
disponibili e meglio approfonditi tramite l'elenco posto a destra; qui a
seguire ci sono invece alcune note storiche riguardanti o la Val d'Ossola
in generale o suoi anditi minerari di cui non è ancora presente nel
Sito una pagina adeguata ad ospitarle. |
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APPUNTI
DA DOCUMENTI. 1690, 19
agosto: Lettera
di Gerolamo Brambilla, inviata dal conte in valle Anzasca per verificare
lo stato delle miniere. In precedenza i lavori erano stati scarsi a causa,
dicono i minatori, della grande quantità di neve caduta e di una frana che aveva
distrutto alcuni edifici; ora si lavora a pieno ritmo per recuperare
l'oro dai minerali e per ammucchiare altro minerale per l’inverno,
quando la cava sarà impedita. Cristoforo Lanti, che dirige le miniere, attualmente, è assente, essendo andato nel Bernese e a Losanna per imparare un
segreto per lavorare col fuoco, cosa che comporterà grande utile: infatti
essi avevano dato poco materiale per far la prova, e ne avevano avuto
abbondante oro: si tratta di minerale ricco trovato l’anno scorso, che rendeva
pochissimo al molino, mentre al fuoco rende moltissimo. 3 Settembre:
Ulteriore lettera di Brambilla, che comunica dl aver convocato Lanti a Novara,
ma era venuto il figlio per dirgli che appena arrivato, il padre era ripartito per
il bernese. Non
gli avevano insegnato il segreto per trattare il minerale col fuoco, perché questo era
posseduto da un olandese che aveva promesso di venire a lavorare a Macugnaga e
d'insegnare anche il metodo di trasformare in oro il poco argento contenuto in lega,
tanto che si avrebbe infine avuto oro a 24 carati.
Vedi gli altri appunti storici sulla Valle
d'Ossola. |

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Approfondimenti di questa pagina |





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