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il concentrato aurifero

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2016)

 

 

Il concentrato (così chiamato in gergo) è ciò che rimane nella batea quando si ha già provveduto, lavando, a farne uscire tutto il leggero: anche il contenuto dei primi due scalini della canaletta è sommariamente costituito da concentrato, ma in ogni caso è sempre bene lavare con la Batea tutto il materiale presente nella scaletta perchè alcune pagliuzze d'oro possono esser giunte fino alla sua zona mediana, se non oltre.      

Il concentrato, oro a parte e salvo eccezioni, é costituito per la maggior parte da Magnetite, con a seguire altri minerali simpatizzanti al colore nero: presenziano spesso inoltre, ma in misura assolutamente inferiore, granati (solitamente del tipo Almandino) ed altre pietre di cui in ogni caso é riportata qui sotto una tabella.   

 

 

NEI FIUMI, CIOE' CERCANDO ORO ALLUVIONALE l'argomentazione in due righe di cui sopra serve "solamente" a distinguere i punti validi per il "lavoro" rispetto ad altri ammassamenti di materiale invece sterile. Prima di avviarsi in ore di scavo in un determinato punto del fiume é infatti opportuno sincerarsi (saggiando un po' di terriccio direttamente con la Batea) che lì sussista una valida presenza di magnetite. Una curiosità: nella foto sottostante é stata volutamente eliminata tutta la magnetite (e minerali neri) per mettere in luce le minutissime e bellissime pietre pesanti (spesso semi preziose e da taglio se fossero più grandi) altrimenti irriconoscibili nella mescolanza. Come si può notare presenzia anche l'oro nella sua classica veste alluvionale. 

 

Particolare di concentrato cui è stata tolta la magnetite (foto Giordano).

 

NEI TORRENTI DI MONTAGNA, se ci si trova nei pressi di miniere, il concentrato permette invece anche altri spunti di riflessione. In detti posti la Magnetite è sovente abbastanza grossa, idem dicasi per la Pirite (questa tende a sbriciolarsi facilmente, ma lì non ha subìto i travagli alluvionali) e talvolta compare anche la Blenda ed altri minerali tipici della miniera soprastante. Magnetite a parte, che può abbondare anche su molte montagne che di oro non ne hanno neanche un grammo, si può invece prestare attenzione agli altri minerali accennati, nel senso che se si sta sperando di trovare oro proveniente da un vicino giacimento che é anche ricco di Pirite, quest'ultima dovrà ben presenziare nel materiale che stiamo trattando, altrimenti é probabile che abbiamo scelto un punto di scavo non ottimale.   

 

UN METODO DI PULIZIA A SECCO. Pur provvedendo ad isolare e raccogliere (lavorando di Batea) già sul posto le scaglie maggiori risultanti da una giornata di canaletta, spesso si preferisce portarsi a casa il concentrato aurifero minore, quello cioè che è più difficile da separare. In questo caso si lascerà asciugare bene il materiale per poi procedere nel seguente modo:

Si pone su un tavolo un grosso foglio di carta e su di esso si versa, nella sua zona centrale, il materiale in questione. Con una mano si fa vibrare orizzontalmente il foglio di modo che il contesto si distribuisca in forma appiattita e non a cumulo. Da qui in avanti si tratta di soffiarvi sopra molto delicatamente e con giusta inclinazione: qualcuno preferisce soffiare tramite una cannuccia, altri no, in ogni caso agendo bene i vari minerali si isoleranno l'uno dall'altro e sarà quindi facile raccogliere le varie presenze aurifere assolutamente pulite. Se il concentrato è tanto, una piccola calamita può velocizzare l'operazione, ma in questo caso fate bene attenzione che le particelle di magnetite asportate in questo modo sbrigativo non incorporino involontariamente anche dell'oro.
Sempre a proposito della finitura del concentrato aurifero, Andrea Mathis, collaboratore del sito, mi ha inviato la descrizione di un suo personale metodo che riporto in una delle interessanti descrizioni di gita che mi ha inviato.  
 

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