| ....l'oro del Ticino é
solitamente molto sottile, ma non sempre e ci sono dei posti che possono
dare ancor oggi grandi soddisfazioni ai cercatori d'oro. |
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Itinerario di ricerca dell'oro nel
fiume Ticino
località Castelnovate (VA)
a cura di Ugo Magnani

Prendendo
come riferimento Milano, il posto é raggiungibile nei
seguenti modi :
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1) prendere l'autostrada Milano-Torino, uscire ad
Arluno, quindi inserirsi nella provinciale che porta a Castano Primo e
successivamente proseguire in direzione Oleggio fino ad incrociare la
strada proveniente da Somma Lombardo e proseguire verso questa nuova
direzione per sei o sette chilometri raggiungendo così Vizzola, dove
si lascerà la provinciale per proseguire a sinistra verso l'abitato
di Castelnovate. |
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2) prendere l'autostrada Milano-laghi, direzione
Varese, uscire a Busto Arsizio e proseguire sempre dritto sulla
statale 336 oltre l'aeroporto
sino ad incrociare la strada (con semaforo) proveniente da Somma
Lombardo, voltare a sinistra, direzione Oleggio e, dopo un paio di
chilometri, si gira infine a destra per la strada per la strada che
porta a Castelnovate. |
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Oltrepassare il paese e scendere nella Valle del Ticino
fino al termine della strada, lasciare l'automobile nello spiazzo
antistante il fiume e,da lì,
proseguire rigorosamente a piedi perché é assolutamente vietato
inoltrarsi con la vettura per le stradine sterrate che entrano nella
brughiera fiancheggiante il fiume. Si tratta ora di risalire per una
ventina di minuti il corso d'acqua tramite un sentierino che costeggia
l'argine. Ci si troverà in uno slargo molto ampio del fiume, che
corrisponde alla zona interessata. |
 | Le ricerche vanno qui condotte lungo tutta la parte
di ghiaione emerso e a volte anche nel bosco, cioè nei suoi rigagnoli
che, specie dopo le abbondanti piene del fiume, si riempiono di
materiale. Nel suo insieme, questa località é meglio frequentarla
nei periodi di "magra" e interessandosi solamente al
materiale di superficie (max. 15 cm.) provando con vari assaggi per
individuare e circoscrivere la zona più ricca e conveniente da
lavorare. L'utilizzo della canaletta é reso difficoltoso dalla
mancanza di corrente, per cui bisognerà "padellare" molto o
studiare soluzioni alternative tipo quella, piuttosto singolare,
adottata per l'appunto da due famosi cercatori d'oro del Ticino, i quali posizionavano la
canaletta su di un trespolo dietro il quale veniva appoggiato un
grosso bidone mantenuto colmo d'acqua e preventivamente forato con
molti piccoli buchi posti in direzione e corrispondenza del colmo
della scaletta. In pratica, uno dei due cercatori riempiva
continuamente il bidone con secchi d'acqua creando così,sotto la
pressione della stessa, un flusso notevole tale da permettere al suo
compagno il lavaggio del materiale precedentemente setacciato. Il
sistema é forse faticoso ma comunque efficace. |
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In passato questa "punta" era molto
famosa e diede soddisfazioni notevoli sia per la quantità che per la
qualità dell'oro ivi trovato; va detto però che a quei tempi le
ricerche avvenivano su più vasta scala, perché era possibile recarsi
in loco con gli automezzi e la qual cosa permetteva quindi l'utilizzo
di attrezzature più sofisticate come, ad esempio, canaline con
motopompa abbinata. |
(1994) |
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