Sito di Zappetta Gialla sull'Oro.

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Un vostro racconto

 

 

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pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2023)

 

 

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Un racconto di Calfa.

   
   
   
 
 

CALFA ADRIANOLa mia storia sulla ricerca aurifera e mineraria iniziò fin da ragazzino grazie a mio padre Adriano (foto qui a lato), il quale oltre che padre fu per me anche amico ed esempio di vita . Erano gli anni '80, io avevo 8 anni e papà mi portava con sé nelle piccole spedizioni al fiume. Lui spadellava, con il piatto, insieme al suo amico Franco, persona anche egli 

stupenda che io stimo come se fosse

Il cercatore d'oro Calfa Adriano

 
mio padre.

Poi, da lì tante altre avventure in Val d'Aosta alla ricerca di minerali, oppure incursioni anche nelle varie miniere oggi quasi inaccessibili quali Brosso ecc... Però io allora ero immaturo: amavo solo il fatto che si uscisse a fare una cosa diversa, ma non apprezzavo veramente ciò che si cercava e quel che si faceva veramente. In seguito le ragazze, gli amici e la mia gioventù mi distolsero del tutto da queste pratiche. Poi, si cresce ed arriva anche il lavoro che per 15 anni mi costringe in giro per l'Italia.

I CERCATORI D'ORO CALFADetto lavoro mi ha adesso riportato definitivamente qui in Piemonte e un bel giorno, con papà Adriano, andiamo ai campionati del Mondo di ricerca dell'Oro disputatisi a Vermogno (2009) e lì è in me è scattata la molla ... ed il germoglio della recondita passione per la ricerca dell'oro è finalmente esploso. Ho incominciato dunque a

 

Calfa Santo e suo padre Adriano

a darmi da fare sul serio, rifinendo e

perfezionando ciò che mio padre mi aveva fatto vedere da ragazzino: ho costruito scalette particolari ed ho ora una bella attrezzatura, ma soprattutto ho effettuato tante uscite; le prime dagli esiti comprensibilmente contenuti, per poi arrivare però a risultati sempre migliori, a tal punto da lasciare mio padre stupefatto e sbalordito.

Quello della ricerca dell'oro è un hobby affascinante, creativo, avventuriero, a CALFA FRANCESCO contatto e in rispetto della natura: sei tu che dialoghi con il fiume e il fiume con i suoi odori di natura ti ri paga regalandoti qualche pagliuzza e tanta emozione; Ora ho un figlio di 6 anni, Francesco, ed anche lui ha iniziato a usare la sua scalettina e il piatto e spero che la passione lo travolga prima di quanto abbia travolto me.                                 

Io penso a quanto tempo ho perduto a non essere stato in grado di capire il valore di questa bella pratica che é

Calfa " Junior", cioè Francesco: da ciò un preciso esempio di tre generazioni che si sono tramandate la passione del cercatore

la ricerca dell'oro e intendo quindi dire, con queste mie poche parole, a tutti quelli che sono curiosi di provare ... fatelo senz'altro (meglio ancora se con un amico o un parente) e sbrigatevi perché il tempo passa, ma soprattutto provate perché solo provando si può apprezzare il valore di questa attività.

Ne approfitto qui per ringraziare mio padre Adriano ed il sig. Filice Franco, che mi hanno dato sin da ragazzo la gioia, la fortuna di provare questa pratica che per me oggi è una parte importante della mia vita. Cosa ancora più straordinaria, la ricerca dell'oro continua per me è ad essere un tramite con mio padre che ora, anziano e un po' acciaccato, scava ancora con me: quando siamo sul fiume viviamo in simbiosi e sembra che il tempo si sia fermato, anzi sia tornato a quando lui era giovane e io ragazzino, ma con la consapevolezza di adesso.

Ringrazio inoltre tutti quelli che si adoperano ancora in questo sano hobby, consapevole che se qualche giovane seguirà questa pratica, dandone così prosequio nel tempo, la cosa dipende soprattutto da noi, cioé da quanto facciamo per conservarla e divulgarla.

Calfa Santo

 
 

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Per la Rete. Oltre alle conseguenze nelle quali spesso s’incorre, tipo intervento da parte di terzi legittimamente interessati (un esempio), copiare o utilizzare contenuti d’altri siti porta quasi sempre a risultati screditanti per il proprio lavoro, soprattutto nel caso il materiale fosse tratto da web ben conosciuti e molto visitati i cui utenti, nel caso appunto ravvisassero (accidentalmente?) il contesto di cui sopra, considererebbero detta scopiazzatura come rivelatore della mancanza di buon gusto oltre che di idee nei confronti del gestore del sito in “odor” di plagio . In ogni caso si tratterebbe di un gesto che, al di la delle apparenze iniziali, non offrirebbe al proprio web alcuno sviluppo positivo per il semplice motivo che non è generato da un’azione costruttiva bensì passiva.  A mio modesto avviso, un sito per risultare interessante deve avere una propria personalità nella scelta dei contenuti e nel modo in cui questi vengono presentati: meglio ancora se caratterizzato da alcune informazioni non  facili da reperire. Altro che copiare da altri siti. Per il cartaceo. Talvolta vengo a sapere che qualcuno ha utilizzato paragrafi del sito nella stesura di qualche suo lavoro su cartaceo (libri ecc.): non mi riferisco certo ai seri scrittori e giornalisti che con una comune richiesta di autorizzazione via e-mail (la concedo sempre, salvo particolarismi) mi appagano anzi di soddisfazione per quanto concerne la mia attività in rete (e ciò mi basterebbe), ma piuttosto alle persone che pubblicano il contesto non solo senza chiedermene per semplice formalità il consenso, ma addirittura senza la buona educazione di citare, nel prodotto finito, il fatto di avere in qualche misura attinto anche dalle mie pagine. Non riporto per esteso le credenziali dei "maldestri autori" dei quali mi sono finora accorto perché ritengo che i loro nomi (e pubblicazioni annesse) non meritino qui di essere "pubblicizzati" in alcun modo, cioè esattamente al contrario e nel rispetto di come invece solitamente mi comporto con tutte le persone che mi contattano in simili circostanze e delle quali in seguito io segnalo appunto con piacere (è nell'interesse informativo del sito) la pubblicazione che li riguarda. Insomma, una questione d'impostazione e correttezza reciproca che tra l'altro può solo agevolare entrambi.