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miniere Val Gorzente

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2016)

 

 

Pagina della sez. Ovadese e val Gorzente miniere    Vedine se vuoi anche i fiumi. 

 

Testi estratti dal libro qui evidenziato, in accordo col suo autore, e poi liberamente adattati secondo le esigenze del sito, senza alterarne la sostanza.

 
 

GIUSEPPE PIPINO: ORO, MINIERE E STORIALA STORIA. Verso la metà del 1800, accurate ricerche sul posto effettuate dall'ingegnere delle miniere C. Baldracco rendevano nota la presenza in zona di diversi filoni auriferi, caratterizzati questi da una matrice quarzifera dal colore piuttosto ocraceo e le cui analisi davano per risultato interessanti contenuti non solo di pirite aurifera, ma evidenziavano anche la presenza di occasionali pagliuzze d'oro nativo, isolate dunque dai solfuri. Va detto che la notizia non era cosa nuova, ma questo servì comunque a ridestare l' interesse minerario per la zona, tant'è che pochi anni dopo vennero richiesti diversi permessi di ricerca e rilasciate varie concessioni al merito, quali ad esempio le due riguardanti i territori nei pressi delle località Parodi e Casaleggio. Queste si trovavano poco distanti l'una dall'altra: la prima, denominata concessione di Alcione e Maggetta, si estendeva dalla cascina "Ferriere Superiori" sino al rio Tugello, mentre la seconda occupava lo spazio compreso fra le tre cascine Mond'Ovile, Ferriere Inferiori e Ferriere di Mezzo (detti posti sono riconoscibili sulla carta che segue).

I lavori estrattivi che ne conseguirono confermarono le aspettative, ma la mancanza di fondi necessari al progressivo sviluppo dei cantieri fece desistere il primo concessionario (Donati), il quale cedette l'attività e dopo un paio di passaggi sostanzialmente burocratici  questa fu impugnata dalla società francese Antonio Nicolas, diMarsiglia, che subito si attivò alla realizzazione di edifici, mulini per l'amalgamazione e quant'altro fosse necessario per uno sfruttamento cospicuo.

Nel 1852 questi dissero di aver individuato diversi filoni molto ricchi nell'alveo del Rio Moncalero (vedi se vuoi la sezione dedicata a questi fiumi auriferi) e presentarono anche domanda per la concessione di una nuova miniera d'oro situata sui territori di Casaleggio e Mornese, più precisamente nelle località Cascinotto (o Cassinotto) e Moncaliere. Le coltivazioni al merito non ebbero fortuna e furono inoltre interessate da contese legali per conto di ricercatori a loro precedenti che rivendicavano diritti di proprietà su parti di quei lotti.

Qualche anno dopo vennero inoltre fatte ricerche, per conto stavolta dell'ingegnere L. Marsala, in tre località e cioè nel luogo detto Frasconi (situato  a sud della concessione Moglia - Ferraio), nella masseria detta Sella ed anche nelle proprietà del cardinale Spinola presso Capanne Marcarolo.

MINIERE DELLA VAL GORZENTE CARTINA SCHEMATICA.

Si tratta però questo di un periodo i cui fatti non ci sono stati tramandati storicamente e, a livello di documentazione, bisognerà attendere la fine della seconda guerra d'indipendenza per poter disporre di qualche altra informazione utile, quale ad esempio una breve ma interessante nota apparsa sulle pubblicazioni di Statistica del Regno d'Italia, la quale ci dice che L'analisi di alcuni minerali provenienti da questi filoni ha dato da 63 a 175 gr. d'oro per tonnellata. Beninteso, non tutti i filoni mostrarono alle analisi dati così allettanti, ma nell'insieme l'area di cui stiamo parlando fu riconosciuta più che degna d'attenzione; non a caso le miniere sopra accennate, seppur tra alti e bassi, furono riattivate da altri interessati e nel contempo vennero eseguite anche ricerche in altre località limitrofe, come ad esempio presso Tandivere, Giasetto e Le Rocche, situate queste tutte a sud della miniera Frasconi.

Uno dei problemi maggiori che limitava lo sviluppo di questi ed altri cantieri (e che intorno al 1880 portò quasi all'abbandono delle ricerche) era dato dalla mancanza assoluta, in val Gorzente, del granito necessario per la costruzione dei molinelli di amalgamazione tipici della Val d'Ossola. Il contesto è documentato sulla Rivista del Servizio Minerario (anno 1885) in cui a proposito di qualche filone o suoi solfuri si dice inoltre che "...il tenore in oro, accusato da analisi, arrivando ad essere superiore ai tre grammi per quintale, conforta a non perdere di vista questa impresa".   

Tre anni dopo detta pubblicazione venne costituita la Società anonima delle miniere del Corsente, la quale si adoperò nella miniera di Cassinotto: si scavarono gallerie, pozzi e discenderie per un totale di 267 metri; venne anche piazzato il binario per trasportare il minerale sino allo stabilimento della Lavagnina, dove questo veniva ora trattato con nuove metodologie di amalgamazione. I lavori proseguirono fino al 1899, anno in cui, per il calo del rendimento le miniere d'oro della val Gorzente furono dichiarate abbandonate. 

 

MINERALIZZAZIONE DEI FILONI. I giacimenti auriferi della val Gorzente sono disposti su di una superficie ampia circa 3 Km x 4 Km che si estende dai laghi di Lavagnina sino alla località Tendevere. Manifestazioni filoniane discontinue e minori affiorano anche a Sud dell'area suddetta, come ad es. presso Giasetto, Le Rocche e Capanne di Marcarolo, località nelle quali vennero anche fatte alcune modeste ricerche minerarie al merito.

I filoni interessanti sono costituiti da un reticolato di vene quarzoso - carbonatiche la cui mineralizzazione é data (oltre che dai suddetti quarzo e carbonati prevalenti), da calcedonio, pirite, marcasite, calcopirite, pirrotina, blenda, galena, tetraedrite e oro. La roccia di contatto della ganga è il serpentino e spesso detti filoni sono a loro volta intercalati,attraversati linearmente, da venette granatifere (rodingite). Per quanto riguarda l'oro, questo può presentarsi in piccole pagliuzze sia sul (nel) quarzo sia nella limonite derivata dall'alterazione dei solfuri di cui sopra.

 

ALCUNE ANALISI NEL DETTAGLIO: Alcune analisi eseguite in epoca recente (labor. Noranda Exp. Londra), hanno dato i seguenti risultati di tenori auriferi:

Per dieci campioni di quarzo raccolti da filoni affioranti tra il Rio Moncalero e il Mond'Ovile = da 2 a 20 grammi per tonn.

Per un campione di quarzo raccolto all'interno della galleria posta sulla sinistra del Rio Moncalero, a sud dei laghi di Lavagnina = 69,3 grammi per tonn.

Per due campioni di quarzo raccolti all'interno della galleria posta a nord-est di C. Ferrere Sup. = 243 e 129,4 grammi per tonnellata.

 
 
 

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