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Questo
posto ha preso tristemente il nome da un episodio avvenuto parecchi anni or sono nelle strettissime vicinanze : una ragazza (o
bambina ?) sarebbe purtroppo annegata in quel luogo, forse a causa di una piena
improvvisa. Non si tratta infatti di
una miniera nel senso tradizionale del termine, bensì di un anfratto posto
sulla sponda sinistra orogr. dell' Evancon, il torrente principale della Valle.
Tutto questo é descritto nelle piantine seguenti,mentre la
fotografia mostra lo scavo che é stato effettuato dalla parte
opposta del corso d'acqua per "assaggiare" un filone di
quarzo. La Goia
de Pauline (laghetto, pozza di Paolina) é posta immediatamente a monte della
cascatella qui raffigurata ed é costituita da una sorta di fenditura
verticale profonda 3 metri e lunga 6, disposta
parallelamente al corso d'acqua e con la struttura precisa di una grossa pipa il
cui "fornello" é posto a monte. Quando il torrente é in
"piena" il suo getto casca in detto fornello e la inonda, ma durante
la maggior parte dell'anno questo non accade ed é assolutamente asciutta.
Qualcuno, negli anni, costruì addirittura un piccolo muretto di cui si vedono
ancora le tracce e che serviva per l'appunto a contenere gli spruzzi d'acqua,onde
non bagnarsi quando si é al suo interno.
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Oggigiorno questa "fossa" é però pressoché colma di legname e
detriti perché tempo fa una grossa radice ostruì il suo sfogo (il
manico della pipa) cosicché la Goia si riempì in breve tempo di materiale che non poteva più
uscire.
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Lavori e mineralizzazione : Sicuramente non si tratta di una cavità
naturale, bensì di un lavoro minerario vero e proprio, tant'é che lo scavo
interessa un filone di quarzo contenente Oro "nativo" [def.]. Si pensa
inoltre, a livello popolare, che molto probabilmente questa località sia stata
oggetto di ricerca da tempi remotissimi. |
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Prospettive : il filone quarzoso
attraversa il torrente da una sponda all'altra, come altri diversi filoncini
minori nelle immediate vicinanze e quindi meriterebbe senz'altro (acqua
permettendo) fare delle ricerche in loco visto che in tempi recenti ha dato
testimonianza di Oro nativo. |
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APPUNTI
DA DOCUMENTI. 1752
/53: in certificati di quel periodo si parla, oltre che allo
sfruttamento di un certo Filone d'Arba, anche delle direttive utili allo
sfruttamento dei filoni auriferi alle "Guglie di Polein"
(cioè la località descritta in questa pagina e che oggigiorno si
chiama appunto Goia de Pauline). |
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