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Alagna (val sesia)

 

pubblicazione di Miniere d'Oro(2003) web.tiscali.it/minieredoro(2004) www.minieredoro(2006 / 2016)

 

 

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Alagna dista circa 85km da Biella, 120 da Varese e 145 da Milano.

 

miniere d' oro alagna fonderia di Scopello

Questa immagine mi é stata gentilmente inviata dal sig. Demiliani che qui ringrazio molto volentieri: la relativa didascalia acclusa, da me non riportata per motivi puramente tecnici, specificava inoltre che la fotografia originale in questione "é di proprietà Genesio". Si tratta di un interessante documento dell' '800 che permette di vedere la Fonderia di Scopello nella sua integrità prima della sua distruzione dovuta ad un incendio.

 

 

Le miniere d'oro di Alagna, che geologicamente presentano le stesse caratteristiche di quelle della contigua Valle Anzasca hanno avuto nel passato periodi di floridezza : anche ad esse la tradizione attribuisce grande antichità ma per quanto concerne i "dati certi" furono scoperte nel 1500 per essere poi oggetto di concessioni nel 1600 e  più avanti attivamente coltivate (1753 -1763) per diretto esercizio demaniale da parte dello Stato Sardo sotto la competente direzione di Robilant. Dopo di allora vi furono diversi tentativi di ripresa, presto però abbandonati. 

 

Questi cantieri si trovano tutti superiormente ad Alagna; vediamone ora le singole descrizioni:

La miniera "Creas" (nell'omonima località era installata la vecchia officina per trattare il minerale), poco sopra al paese, é posta sulla destra del fiume e comprende diversi filoni paralleli, il principale dei quali fu lavorato su dieci livelli distribuiti nello spazio di circa seicento metri di dislivello. Con questi lavori, che si estendono in media per quattrocento metri, furono individuate due colonne mineralizzate lunghe ognuna una cinquantina di metri e distanziate fra di loro 250 m. circa : la prima di queste, vicina all'entrata della galleria superiore, corrisponde a vecchi lavori scavati dall'alto in basso ; l'altra, inizia dal  "Ribasso S. Giorgio" e fu lavorata dal basso verso l'alto. 

 Il filone "Mud", più in alto e sulla sinistra, é situato a quota 2120 metri circa, sopra l'alpeggio omonimo inferiore. Alle origini "attaccato" con lavori di trincea dei quali restano ancora  tracce visibili, fu poi localizzato ed esplorato con due livelli per una profondità totale di circa 150 metri, incontrando nel livello superiore una colonna mineralizzata e seguita in pendio per una quarantina di metri. 

Il filone "Jazza", poco distante dal precedente é a 2000 m., anch'esso nei pressi di un Alpeggio omonimo. Fu esplorato con tre gallerie di direzione con lunghezza massima di 250 metri disposte su di un dislivello di una sessantina di metri. Ad un terzo di camminamento circa del cunicolo superiore fu riscontrata una zona "terrosa- argillosa- limonitica" particolarmente ricca in Oro, mentre il quarzo di per se stesso non risultava generalmente molto "generoso".

I filoni delle "Pisse", che sono interessati da quello che forse é il più alto cantiere d'Europa, si trovano a circa 3000 m. nelle vicinanze della "vecchia" Capanna Vincent al colle delle Pisse. In questi paraggi si profilano diversi affioramenti, i tre principali dei quali furono oggetto di piccole coltivazioni e sono denominati "Mammellone, Salati e Vincent  ". Il primo di questi fu esplorato soltanto con poche decine di metri di galleria di direzione, mentre il "Salati" ha gallerie di livello fra le quote 2900 e 3000 che si internano fino a duecento metri circa per estensione, ma anche qui pare che non siano state trovate zone particolarmente interessanti. Il filone "Vincent" é invece quasi verticale e fu lavorato maggiormente. Vi si trovano cinque "gallerie da giorno" (trincee?, nota di chi scrive) fra le quote 3000 e 3100 circa, ma estese soltanto per alcune decine di metri ciascuna. Nell'insieme, si tratta di filoni (quelli delle"Pisse") in cui l'oro è stato notato (a vista) solo nei minerali superficiali che a contatto con l'aria si sono modificati in limonite: quest'ultima, in tali circostanze può anche raggiungere tenori superiori ai 150 grammi per tonnellata.

NOVITA' IN LIBRERIA. Nel 2008 è uscito il volume dedicato alle miniere d'oro del Monte Rosa, dal titolo: "L'oro del Rosa. Le miniere aurifere tra Ossola e Valsesia nel Settecento. Uomini, vicende e strumenti in Valle Anzasca", Edizione Zeisciu Centro Studi. Dettagli si possono trovare sui siti delle librerie Rizzoli e Hoepli.

Ho inoltre ricevuto segnalazione che quasi venti anni fa uscì fu pubblicato l'altrettanto bello e completo 'Alagna e le sue miniere: cinquecento anni di attività mineraria ai piedi del Monte Rosa'; questo libro, di autori vari tra cui M. Tizzoni, L. Peco, R. Cerri) è oggi purtroppo quasi introvabile perché andò letteralmente a ruba in poco tempo, sia per la bellezza delle immagini che per la l'interesse del contenuto (Associazione Turistica Pro Loco Alagna - Archivio di Stato di Varallo - Club Alpino Italiano Sezione di Varallo, Borgosesia, 1990). 

 

APPUNTI DA DOCUMENTI. 1716: Giacomo Lorenzo Deriva inizia, per conto del governo, l’estrazione dell’oro ad Alagna dal materiale polverizzato (sabbie) lasciato sul posto dal vecchlo concessionario marchese d’Adda .Dai conti delle miniere delle Valli Sesia e Sessera: anno 1726, oro prodotto ad Alagna 84 once e 12 grani; anno 1731, 90 once; anno 1732, 197 once dalla pesta delle sabbie, di cui 97 puro; anno 1734, 109 once; anno 1735, 70 once, di cui 7 da Sessera; anno 1736, 20 marchi di argento aurifero. 1759: arresto e prigionia, a Varallo, dei minatori assentatati senza permesso dalle miniere di Alagna (dopo 15 giorni di prigione verranno espulsi dalla Val Sesia, con divieto di ritornarvi). 1760: Relazione di Bussoletti sulla sostituzione della vecchia pesta di Alagna con quella all'ongarese. 1801: relazione di Venturi che solleva il problema di Scopello, presso cui si dovrebbe lavorare il rame di Alagna ma, a seguito della nuova linea di frontiera lungo la Sesia, le miniere si trovano nel Piemonte francese, mentre lo stabilimento è nelle Repubblica Cisalpina. 1805: lettera del ministro Felici sulla proposta di costruire una deviazione del fiume Sesia per poter spostare il confine fra Regno d'Italia e Francia, in modo che la fonderia di Scopello rimanga legata alle miniere di Alagna, in territorio francese. 1805: relazione dell'ing. idraulico Stefano Ignazio Melchioni, secondo il quale lo scavo del canale di deviazione della Sesia sarebbe costato troppo. Vedi ulteriori appunti.

 

 

 

 

 

 

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